Oggi:Perché conviene il Variabile Puro. Quali gli alternativi parametri di indicizzazione

Oggi:Perché conviene il Variabile Puro.   Quali gli alternativi parametri di indicizzazione

Feb 6, 2015

Cosa vuol dire, innanzitutto, variabile puro? Applicare il solo meccanismo della variabilità del tasso, a seconda dei parametri di indicizzazione scelti, e senza ulteriori correttivi.

E quali possono essere i correttivi al mutuo variabile puro, determinando un variabile cosiddetto spurio?

  • – Mutuo variabile con cap: viene previsto un tetto massimo alla variazione dei tassi verso su. Ma solitamente, da contratto, è anche previsto un cap verso il basso, dettaglio solitamente trascurato. Quindi, se da una parte non si è più in balia del mercato, dall’altra, in determinate fasi può essere invece più conveniente il variabile puro, e soprattutto se indicizzato al tasso Bce, raramente utilizzato
  • – Mutuo variabile a rata protetta: e ciò può far slittare ulteriormente la durata in caso di fasi negative per l’andamento dei tassi
  • – Mutuo variabile a rimborso libero: in questo caso si rimborsano solamente gli interessi e, a scadenze prefissate, il capitale. Si ricalcola così il capitale residuo.

Sostanzialmente, ciò che conviene ad un libero imprenditore o professionista (profilo autonomo-tipo) è sicuramente l’ultima scelta, anche se duramente avversata anch’essa sin dai suoi acerbi e tentennanti passi verso l’introduzione. Se il rimborso alla francese viene contestato proprio per l’alta incidenza degli interessi nelle fasi iniziali, immaginate come si possa subito dire: questa scelta non conviene, in quanto pagheresti troppo in toto.

Ma il punto cruciale è proprio questo: la convenienza in assoluto non esiste. La ricetta ideale di mutuo non esiste.

Il variabile puro conviene sempre al profilo del salariato-tipo (ma con maggiore disponibilità all’azzardo previsionale che non è sempre sconveniente), in quanto impone comunque degli impegni periodici, rispetto al rimborso libero. Oggi il variabile puro conviene per l’andamento fortemente positivo dei tassi bce, controbilanciante gli ancora elevati spread.

E’ sulla nuova ottica finanziaria che si sta cercando di adeguare anche il mondo dei prestiti, introducendo le formule all’insegna della flessibilità di rimborso (cambio e salto rata).

Vediamo in breve i parametri di indicizzazione:

  1. Euribor, solitamente applicato il 3 mesi (consigliato quello a 1 mese per le rate mensili)
  2. Tasso BCE, fortemente consigliato
  3. Altri parametri discrezionali (ad es. andamento di alcuni comparti azionari o obbligazionari), associati a prodotti di risparmio ed investimento contestuali al mutuo: scelta che richiede una grande, quasi impossibile, consapevolezza sull’evoluzione del mercato.

Il tasso complessivamente ottenuto terrà conto anche dello spread che non è quello che si sente al telegiornale risultante dalla differenza fra le quotazioni dei Bot (ad es. tedesco rispetto all’italiano). Lo spread vuol dire semplicemente differenza o scarto. E gli istituti di credito possono riservarsi contrattualmente la possibilità, tenendo conto dei costi di approvvigionamento dei fondi e degli impegni di rimborso cadenzati nei vari periodi di tempo, di spuntare un margine profittevole discrezionale, seppur in linea con l’offerta.

Ed è anche per questo che si è detto: Se gli istituti di credito sono tenuti a restituire quanto ottenuto in troppo breve periodo di tempo, come possono essere disposti a rischiare ed investire insieme alle imprese che vivono momenti di difficoltà? D’altronde, in bilancio non possono esporre la propria situazione di scoperto (immobilizzo di liquidità) eccessivamente. E si sta, pertanto, valutando l’inserimento incidente di agevolazioni allo smobilizzo della liquidità (ad es. cessione del credito o factoring), in maniera tale che possano continuare a concedere soldi, a promuovere lo sviluppo guadagnando, nel contempo, di più (conviene ad entrambe le parti).

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *