Nuove soluzioni mutui: i modelli importati dall’estero. Interessanti prospettive

Nuove soluzioni mutui: i modelli importati dall’estero.   Interessanti prospettive

Mar 1, 2015

Molti nuovi modi di concepire, in maniera poco ortodossa rispetto alla prassi, il rapporto fra cliente con esigenza di liquidità (finalizzata o non) ed offerta di credito sono sorti prendendo ispirazione da modelli di derivazione anglosassone. E ciò non soltanto per le molte banche estere che hanno aperto altre filiali in Italia.

Anche perché c’è bisogno di cambiare mentalità nel contesto dell’economia-paese, sempre più frenetico. Adeguando la mentalità alle nuove esigenze del sistema-paese si riesce anche a riaprire in modo sostenibile i rubinetti del credito.

E’ chiaro che ogni applicazione incontra sempre gli inconvenienti pratici, ma ciò avviene anche con i metodi tradizionali. Quindi, meglio mettersi l’anima in pace e guardare con più apertura e meno diffidenza anche i nuovi orizzonti del credito.

Per quale motivo le banche non concedono fondi a chi per loro non ha sufficienti garanzie (autonomi con assenza di reddito certo, lavoratori saltuari)? Per un doppio ordine di motivi:

  1. 1) La politica di bilancio a cui è tenuta: aver ottenuto tot fondi per il credito, vuol dire anche rimborsarli entro un detto termine. E se quest’ultimo è troppo a breve termine rispetto ai fabbisogni di rientro degli impieghi di un’azienda (carenti prospettive di sviluppo dell’economia-paese), è naturale che preferirà investire in titoli di debito pubblico, stimolando alcune fasce sociali, a loro volta, all’acquisto, sentendosi magnanimi (in periodo di crisi) e nel contempo al sicuro.
  2. 2) E la politica di bilancio ancora. Un alto grado di esposizione finanziaria, a causa dei problemi di insoluto, se non smobilizzata, non consente di erogare ulteriori impieghi. E quali possono essere questi impieghi (con diverso grado di rischio)? Appunto, ulteriori erogazioni di credito

Pertanto si sta cercando di cogliere con più flessibilità l’ottica finanziaria, a valle piuttosto che a monte. Ecco alcuni modelli importati dall’estero, in una prospettiva rivisitata:

  1. 1) Pressioni verso l’introduzione di mutui o prestiti vitalizi, che possano, in tale fase di transizione, rappresentare lo strumento per sbloccare la leva del credito. E ciò malgrado le aspre critiche rivolte, così come ai metodi tradizionali. D’altronde, per una persona che oltrepassa una certa soglia d’età è diventato quasi impossibile richiedere un prestito o mutuo
  2. 2) Pressioni verso l’apertura a nuovi prodotti di ingegneria finanziaria, senza dover ogni volta richiamare sul tavolo di battaglia i mutui subprime. Il fatto di formare un prodotto che associa il prodotto mutuo (investimento) ad altre forme di impiego, prodotto pronto per essere ceduto, non vuol dire che si tratti di mutui insoluti. Per questo esistono le apposite agenzie di recupero crediti a cui le banche per smobilizzare il grado di esposizione finanziaria cedono il credito (factoring e non covered bond).

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