Ammortamento francese. Come funziona e quali le possibili varianti al piano tradizionale, a vantaggio di una maggiore flessibilità di rimborso

Ammortamento francese. Come funziona e quali le possibili varianti al piano tradizionale, a vantaggio di una maggiore flessibilità di rimborso

Dic 15, 2014

La mentalità finanziaria che si va imponendo: Responsabilità e trasparenza

Un punto di importanza cruciale per il mondo dei mutui e dei prestiti e soprattutto negli ultimi tempi è diventato come abbinare la modalità di rimborso del debito al profilo del debitore-tipo.

Il rapporto fra debitore (chi ottiene il mutuo o prestito) e creditore (chi eroga il mutuo o prestito) deve svolgersi su un piano di responsabilità e trasparenza finanziaria duale:

  • – Da una parte il creditore vuole essere garantito che il debito verrà rimborsato. Quindi, eventualmente adopererà tutte le sue fonti per cercare di risalire al merito creditizio del debitore.
  • – Dall’altra il debitore ha bisogno di liquidità (finalizzata o non) e ha tutto l’interesse a rimborsare il debito. Ma affinché ciò avvenga il piano di rimborso scelto deve essere compatibile con le sue possibilità di spesa periodica (ottica flusso Vs stock)

Ci si sta quasi allontanando, salvo casi particolari, dal valutare l’effettivo costo complessivo del debito (grandezza stock, colta facendo la differenza fra quanto ottenuto e quanto effettivamente rimborsato alla fine del periodo). E ciò perché l’utilità della liquidità, di cui si necessita, è tanto assai più importante, purché si sia in grado alle varie scadenze di pagare per averla (flussi di entrate abbinati ai flussi di uscite).

Le caratteristiche del rimborso classico “alla francese”

Il piano di rimborso classico “alla francese” è quello utilizzato tradizionalmente dai vari istituti erogatori di credito (mutui e prestiti a medio-lungo termine). Si trova in mezzo ad una vera e propria polveriera e ciò per un semplice motivo che è stato un po’ la scintilla delle varie pressioni a sostegno del debitore-consumatore: il fatto che sia utilizzato per tradizione fa parte di una vecchia mentalità finanziaria. C’è bisogno, pertanto, come man mano ci si sta muovendo, di differenziare maggiormente l’offerta.

Un altro elemento in corso di valutazione è il carico degli interessi comportati, e particolarmente nella fase iniziale.

In effetti, queste sono le caratteristiche portanti del piano di ammortamento francese classico:

  • – Rate costanti = Quota capitale + Quota interessi
  • – Quota interessi: Viene calcolata sul capitale residuo precedente
  • – Quota capitale per differenza: Rate costanti – Quota interessi

Di conseguenza, sarà a quote interessi decrescenti (il capitale residuo è via via minore) e quote capitali crescenti (la quota interessi incide in misura minore nelle parti finali del periodo di rimborso). La somma delle quote capitali corrisponde all’ammontare erogato in prestito.

Riguardo a quando conviene estinguere anticipatamente il debito, se si è in grado di rimborsare gradualmente il debito nei periodi a seguire non conviene molto anche considerando che il debito viene rimborsato gradualmente nel tempo, dato il peso iniziale degli interessi. Ne verrebbe un debito da estinguere ancora alto. Se d’altra parte lo si volesse estinguere nella parte finale, neanche converrebbe visto il ridotto peso degli interessi.

Varianti al piano “alla francese”: quali le novità

Solitamente, alla domanda: “Quali sono le varianti possibili di un piano alla francese?”, si risponderà subito, in base alla  tradizione finanziaria:

  • – A tasso fisso: la convenienza dipende anche dalle fasi favorevoli o meno per la caduta dei tassi.
  • – A tasso variabile, detto anche “mutuo affitto”: indicizzato solitamente all’Euribor a 3 mesi, per tradizione. Anche se si sta valutando di usare quali parametri di indicizzazione l’Euribor a 1 mese (ideale per periodi di rimborso mensile) o il tasso Bce (più stabile).

Se poi vogliamo, aderendo alle nuove prospettive, applicare dei correttivi “ad hoc” (mutuo e prestito su misura), le soluzioni immaginabili sono delle più varie.

Possiamo presentarne una, lasciando per il resto ad ognuno di voi la possibilità di concepirne delle altre.

Se l’obiezione principale è l’alta incidenza del carico degli interessi in determinate fasi del rimborso, perché non confezionare su misura delle opportunità affinché si possa ridurre, ad esempio, tale carico, unendo l’utile al necessario?

E’ quello che hanno cominciato a pensare alcuni istituti bancari nelle loro proposte commerciali. Se contestualmente al rapporto di conto corrente (e ciò non è un rapporto obbligatorio), si accende un mutuo presso l’istituto creditore stesso, si potrebbe tenere conto dei saldi movimentati positivi, determinare una giacenza media di conto corrente su tali premesse e detrarre il tutto dal capitale residuo su cui devono essere imputati gli interessi, duramente contestati per la loro alta incidenza. A parità di rata costante, ciò può anche voler dire che si rimborsa più in quota capitale e meno in interessi (premio incentivante).

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