Mutui usurari se interessi superano limiti legge al momento della pattuizione

Mutui usurari se interessi superano limiti legge al momento della pattuizione

Mar 7, 2016

Un mutuo può essere considerato usurario se gli interessi superano il tasso massimo previsto dalla legge al momento in cui vengono convenuti, e non da quando vengono fisicamente pagati. Lo ha stabilito, con la sentenza n° 801 del 19 gennaio scorso, la Sezione I Civile della Corte di Cassazione, che riguarda sia i mutui a tasso variabile (anche se, in questo caso, si tratterebbe di “usura legale”) sia quelli a tasso fisso. La norma d’interpretazione autentica, infatti, è contenuta soltanto nel primo comma dell’articolo 1815 del Codice Penale, e non pone distinzioni, in questo senso, tra tassi variabili e fissi. Fatto, questo, da cui consegue che la regola non è subordinata al tipo di contratto. Una sentenza che fa giurisprudenza e che va ad aggiungersi alle tante già emanate su un tema tanto dibattuto quanto sentito da debitori e correntisti: quello dei mutui usurari. A chiunque abbia acceso un prestito o un mutuo dal 2003 ad oggi, infatti, potrebbero essere stati applicati tassi di interesse più alti di quelli stabiliti dalla legge, e la cui violazione comporta il reato di usura da parte dell’istituto bancario. Tornando però alla sentenza della Cassazione, la norma interpretativa in esame determina inoltre la non applicabilità del meccanismo dei tassi di soglia alle pattuizioni di interessi stipulate prima dell’entrata in vigore della legge n° 108/1996, anche se riferite a rapporti che continuano anche dopo questa data, come riconosciuto dal Supremo Collegio diverse volte. In sostanza, la regola non vale se un mutuo è stato stipulato prima dell’entrata in vigore della legge citata, e continua a non valere anche se lo stesso continua ad essere corrisposto dopo la stessa...

Nuove soluzioni mutui: i modelli importati dall’estero. Interessanti prospettive

Nuove soluzioni mutui: i modelli importati dall’estero.   Interessanti prospettive

Mar 1, 2015

Molti nuovi modi di concepire, in maniera poco ortodossa rispetto alla prassi, il rapporto fra cliente con esigenza di liquidità (finalizzata o non) ed offerta di credito sono sorti prendendo ispirazione da modelli di derivazione anglosassone. E ciò non soltanto per le molte banche estere che hanno aperto altre filiali in Italia. Anche perché c’è bisogno di cambiare mentalità nel contesto dell’economia-paese, sempre più frenetico. Adeguando la mentalità alle nuove esigenze del sistema-paese si riesce anche a riaprire in modo sostenibile i rubinetti del credito. E’ chiaro che ogni applicazione incontra sempre gli inconvenienti pratici, ma ciò avviene anche con i metodi tradizionali. Quindi, meglio mettersi l’anima in pace e guardare con più apertura e meno diffidenza anche i nuovi orizzonti del credito. Per quale motivo le banche non concedono fondi a chi per loro non ha sufficienti garanzie (autonomi con assenza di reddito certo, lavoratori saltuari)? Per un doppio ordine di motivi: 1) La politica di bilancio a cui è tenuta: aver ottenuto tot fondi per il credito, vuol dire anche rimborsarli entro un detto termine. E se quest’ultimo è troppo a breve termine rispetto ai fabbisogni di rientro degli impieghi di un’azienda (carenti prospettive di sviluppo dell’economia-paese), è naturale che preferirà investire in titoli di debito pubblico, stimolando alcune fasce sociali, a loro volta, all’acquisto, sentendosi magnanimi (in periodo di crisi) e nel contempo al sicuro. 2) E la politica di bilancio ancora. Un alto grado di esposizione finanziaria, a causa dei problemi di insoluto, se non smobilizzata, non consente di erogare ulteriori impieghi. E quali possono essere questi impieghi (con diverso grado di rischio)? Appunto, ulteriori erogazioni di credito Pertanto si sta cercando di cogliere con più flessibilità l’ottica finanziaria, a valle piuttosto che a monte. Ecco alcuni modelli importati dall’estero, in una prospettiva rivisitata: 1) Pressioni verso l’introduzione di mutui o prestiti vitalizi, che possano, in tale fase di transizione, rappresentare lo strumento per sbloccare la leva del credito. E ciò malgrado le aspre critiche rivolte, così come ai metodi tradizionali. D’altronde, per una persona che oltrepassa una certa soglia d’età è diventato quasi impossibile richiedere un prestito o mutuo 2) Pressioni verso l’apertura a nuovi prodotti di ingegneria finanziaria,...

Estinzione o consolidamento debiti: convenienza in funzione della vita residua di rimborso. Perché?

Estinzione o consolidamento debiti: convenienza in funzione della vita residua di rimborso. Perché?

Feb 12, 2015

E’ molto semplice il concetto secondo cui in determinati casi l’estinzione anticipata o il consolidamento debiti possono non convenire sempre. Ma ciò dipende e dalla vita residua di rimborso e dal tipo di piano di ammortamento prefissato. L’esempio classico è quello del rimborso alla “francese”. Il carico degli interessi nella fase iniziale preponderante rispetto alle quote capitale presume che il capitale da rimborsare sia ancora elevato. E siccome il debito da estinguere è il capitale (e non le quote interessi non ancora maturate) è chiaro che è come se si dovesse estinguere in unica soluzione ancora quasi l’intero debito (estinzione totale). Ciò vale parallelamente per il consolidamento debiti. E’ bene sapere, in effetti, che in caso di estinzione parziale del debito non sempre si ottiene il vantaggio di una rata minore (diminuzione di durata, a parità di durata). Quindi, l’altro dettaglio da osservare bene è la modalità tecnica con cui l’istituto di credito pratica l’iter di estinzione per non avere brutte sorprese. Comunque, volendo procedere per l’estinzione parziale del debito per il rimborso “alla francese” è un po’ il discorso opposto: conviene sin da subito, in modo da abbattere il capitale che nelle fasi iniziali non predomina sulle quote interessi. Nelle fasi finali del rimborso, invece, si hanno quote interessi decrescenti e quindi va a decadere l’utilità dell’estinzione parziale. Questo è un ragionamento-tipo. Per questa ed altre tipologie di piani di ammortamento basta, pertanto, ragionarci sopra facendosi alcune domandine. 1) Voglio estinguere in toto o parzialmente il mio debito? Se parzialmente, cosa voglio realmente? Ridurre la rata, Ridurre la durata? 2) Consolidare i miei debiti (estinzione totale ed apertura di una nuova posizione debitoria contestuale) per ottenere una rata unica è veramente così conveniente per il mio bilancio familiare, anche se potrà comportare una durata maggiore, in determinati casi, in cui mi rimane ancora molto da rimborsare? Qual è l’utilità nel caso di liquidità addizionale offerta per aver effettuato il consolidamento (nuovo...

Oggi:Perché conviene il Variabile Puro. Quali gli alternativi parametri di indicizzazione

Oggi:Perché conviene il Variabile Puro.   Quali gli alternativi parametri di indicizzazione

Feb 6, 2015

Cosa vuol dire, innanzitutto, variabile puro? Applicare il solo meccanismo della variabilità del tasso, a seconda dei parametri di indicizzazione scelti, e senza ulteriori correttivi. E quali possono essere i correttivi al mutuo variabile puro, determinando un variabile cosiddetto spurio? – Mutuo variabile con cap: viene previsto un tetto massimo alla variazione dei tassi verso su. Ma solitamente, da contratto, è anche previsto un cap verso il basso, dettaglio solitamente trascurato. Quindi, se da una parte non si è più in balia del mercato, dall’altra, in determinate fasi può essere invece più conveniente il variabile puro, e soprattutto se indicizzato al tasso Bce, raramente utilizzato – Mutuo variabile a rata protetta: e ciò può far slittare ulteriormente la durata in caso di fasi negative per l’andamento dei tassi – Mutuo variabile a rimborso libero: in questo caso si rimborsano solamente gli interessi e, a scadenze prefissate, il capitale. Si ricalcola così il capitale residuo. Sostanzialmente, ciò che conviene ad un libero imprenditore o professionista (profilo autonomo-tipo) è sicuramente l’ultima scelta, anche se duramente avversata anch’essa sin dai suoi acerbi e tentennanti passi verso l’introduzione. Se il rimborso alla francese viene contestato proprio per l’alta incidenza degli interessi nelle fasi iniziali, immaginate come si possa subito dire: questa scelta non conviene, in quanto pagheresti troppo in toto. Ma il punto cruciale è proprio questo: la convenienza in assoluto non esiste. La ricetta ideale di mutuo non esiste. Il variabile puro conviene sempre al profilo del salariato-tipo (ma con maggiore disponibilità all’azzardo previsionale che non è sempre sconveniente), in quanto impone comunque degli impegni periodici, rispetto al rimborso libero. Oggi il variabile puro conviene per l’andamento fortemente positivo dei tassi bce, controbilanciante gli ancora elevati spread. E’ sulla nuova ottica finanziaria che si sta cercando di adeguare anche il mondo dei prestiti, introducendo le formule all’insegna della flessibilità di rimborso (cambio e salto rata). Vediamo in breve i parametri di indicizzazione: Euribor, solitamente applicato il 3 mesi (consigliato quello a 1 mese per le rate mensili) Tasso BCE, fortemente consigliato Altri parametri discrezionali (ad es. andamento di alcuni comparti azionari o obbligazionari), associati a prodotti di risparmio ed investimento contestuali al mutuo: scelta che richiede una...

Quali sono le modalità di rimborso preferibili per il mutuo fisso, alternative al francese?

Quali sono le modalità di rimborso preferibili per il mutuo fisso, alternative al francese?

Gen 2, 2015

Il piano di rimborso è in funzione del debitore. Il profilo di un salariato-tipo Seppur sia innegabile che il meccanismo della capitalizzazione composta (interessi sugli interessi), impiegato per il piano alla francese, conduca ad una rata maggiore rispetto a quella che si otterrebbe altrimenti con il metodo della capitalizzazione semplice, la nuova mentalità finanziaria non vuole decretare la graduale sparizione di tale prodotto dal mercato, quanto l’applicazione di ulteriori correttivi incentivanti e personalizzati in base al merito di chi rimborsa il debito. Solitamente, la valida alternativa proposta sul mercato è il piano di rimborso all’italiana. Vediamo a questo punto in che termini ciò può essere vero, in quanto tutto dipende anche dal meccanismo con cui vengono imputati gli interessi. Se poi si vogliono imporre determinate condizioni, non è detto che ciò vada a favore di una maggiore apertura da parte dell’offerta all’accesso al credito. In concreto, la caratteristica basilare del rimborso all’”italiana” è che siamo sicuramente garantiti dal rimborsare, periodo per periodo, una quota predefinita del capitale (piano a quota capitale costante). Per conseguenza, se il tasso è fisso (Mutuo fisso o a tasso fisso) il piano sarà a rate decrescenti. Ma proprio lì si insedia nuovamente il bivio: per fare un esempio, il tasso applicato è conveniente alle attuali condizioni di mercato? In quel caso applicare la capitalizzazione semplice con un meccanismo così grezzo può risultare conveniente, per determinati profili di debitore-consumatore tipo (chi può agevolmente rimborsare alla scadenza le rate). Non bisogna dimenticare che mentre il rimborso alla francese è a rata costante, il rimborso all’italiana è a rata variabile (classicamente decrescente). Volendo continuare a considerare il profilo di un debitore-consumatore prudenziale (ad es. salariato con disponibilità periodica certa al pagamento delle rate), a questo punto, un’altra alternativa valida (Mutuo fisso o a rata fissa), ed altrettanto insidiosa, può essere il “rata protetta”, a durata variabile. Vi sono delle interessanti proposte commerciali avanzate dai maggiori istituti di credito che prevedono meccanismi “ad hoc” di ricalcolo del piano di rimborso, ogni volta che si attestino le condizioni di mercato per la variazione del tasso. In tal caso, si ha un riadeguamento della durata. Solitamente, viene posto un tetto alla durata max di rimborso....

Ammortamento francese. Come funziona e quali le possibili varianti al piano tradizionale, a vantaggio di una maggiore flessibilità di rimborso

Ammortamento francese. Come funziona e quali le possibili varianti al piano tradizionale, a vantaggio di una maggiore flessibilità di rimborso

Dic 15, 2014

La mentalità finanziaria che si va imponendo: Responsabilità e trasparenza Un punto di importanza cruciale per il mondo dei mutui e dei prestiti e soprattutto negli ultimi tempi è diventato come abbinare la modalità di rimborso del debito al profilo del debitore-tipo. Il rapporto fra debitore (chi ottiene il mutuo o prestito) e creditore (chi eroga il mutuo o prestito) deve svolgersi su un piano di responsabilità e trasparenza finanziaria duale: – Da una parte il creditore vuole essere garantito che il debito verrà rimborsato. Quindi, eventualmente adopererà tutte le sue fonti per cercare di risalire al merito creditizio del debitore. – Dall’altra il debitore ha bisogno di liquidità (finalizzata o non) e ha tutto l’interesse a rimborsare il debito. Ma affinché ciò avvenga il piano di rimborso scelto deve essere compatibile con le sue possibilità di spesa periodica (ottica flusso Vs stock) Ci si sta quasi allontanando, salvo casi particolari, dal valutare l’effettivo costo complessivo del debito (grandezza stock, colta facendo la differenza fra quanto ottenuto e quanto effettivamente rimborsato alla fine del periodo). E ciò perché l’utilità della liquidità, di cui si necessita, è tanto assai più importante, purché si sia in grado alle varie scadenze di pagare per averla (flussi di entrate abbinati ai flussi di uscite). Le caratteristiche del rimborso classico “alla francese” Il piano di rimborso classico “alla francese” è quello utilizzato tradizionalmente dai vari istituti erogatori di credito (mutui e prestiti a medio-lungo termine). Si trova in mezzo ad una vera e propria polveriera e ciò per un semplice motivo che è stato un po’ la scintilla delle varie pressioni a sostegno del debitore-consumatore: il fatto che sia utilizzato per tradizione fa parte di una vecchia mentalità finanziaria. C’è bisogno, pertanto, come man mano ci si sta muovendo, di differenziare maggiormente l’offerta. Un altro elemento in corso di valutazione è il carico degli interessi comportati, e particolarmente nella fase iniziale. In effetti, queste sono le caratteristiche portanti del piano di ammortamento francese classico: – Rate costanti = Quota capitale + Quota interessi – Quota interessi: Viene calcolata sul capitale residuo precedente – Quota capitale per differenza: Rate costanti – Quota interessi Di conseguenza, sarà a quote interessi decrescenti...